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SIT, la nuova piattaforma del catasto
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SIT, la nuova piattaforma del catasto

Il SIT (Sistema Integrato del Territorio) è la nuova piattaforma del catasto. Ormai in fase avanzata di attivazione su tutto il territorio nazionale (con l’eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano) è stato presentato come una vera e propria rivoluzione del catasto.

A quasi un anno di distanza, è tempo di cominciare a fare un bilancio di questa riforma e di estrapolare le varie ipotesi riguardanti le sue possibili applicazioni.

SIT: cos’è e quali sono le sue caratteristiche principali

Il Sistema integrato del territorio, secondo quanto previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 20143 del 26 gennaio 2021, deve consentire una maggiore navigazione e ricerca su base geografica di tutte le informazioni territoriali gestite dall’Agenzia delle Entrate.

Sostanzialmente il SIT si basa su due pilastri:

  • Anagrafe dei Titolari che gestisce le informazioni legate alla titolarità e al possesso degli immobili attraverso un unico archivio centralizzato
  • Anagrafe Immobiliare Integrata introdotta dal Dlgs. N. 78/2010

L’Anagrafe Immobiliare Integrata è interamente digitale ed integrerà i dati catastali, di pubblicità immobiliare e dell’OMI, pur mantenendo inalterate le loro rispettive regole di gestione.
Grazie all’utilizzo incrociato di questi dati, l’Agenzia delle Entrate potrà, ad esempio, verificare tutte le informazioni riguardanti circa 74 milioni di immobili rurali.

Da tutto ciò ne consegue che il SIT permetterà una verifica più efficiente della veridicità dei dati dichiarati, al fine di contrastare più efficacemente l’evasione fiscale.

Cosa cambia con il SIT?

Come avranno già notato in molti, le visure catastali cambiano aspetto e le informazioni in esse contenute vengono organizzate in modo da favorire una più immediata comprensione dei dati per i non addetti ai lavori. Non tutti i professionisti però sono d’accordo, in quanto il cambiamento ha portato non pochi problemi di comprensione, soprattutto per le visure storiche.

Inoltre, con il SIT, mutano le modalità di predisposizione e presentazione dei documenti di aggiornamento catastale, quali docfa, pregeo, etc.
Attualmente in funzione solo con i software Unimod online e Voltura 2.0, la Scrivania del Territorio è un’unica interfaccia con all’interno tutti software necessari per la consultazione e variazione della banca dati catastale.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la Scrivania del Territorio aiuterà il professionista nella attività di compilazione e controllo degli atti di aggiornamento seguendo un processo articolato in quattro fasi:

  1. l’autenticazione dell’utente ai servizi telematici
  2. la disponibilità delle informazioni necessarie per compilare il documento
  3. la compilazione vera e propria delle informazioni
  4. l’attivazione di servizi di utilità finalizzati alla compliance

Le possibili conseguenze fiscali del SIT

Le ipotesi riguardanti le conseguenze dell’istituzione del SIT sono le più disparate. Tra le più verosimili c’è l’eventualità che esso non serva soltanto all’aggiornamento dei dati catastali ma anche ad un aggiornamento delle rendite con la sostituzione dei vani con i metri quadrati e ciò preoccupa, e non poco, i contribuenti.

In questo scenario:

  • Il valore patrimoniale medio sarebbe stabilito sulla base del valore di mercato espresso in metri quadrati
  • La rendita catastale sarebbe calcolata con metodologie simili a quelle utilizzate per il valore patrimoniale

Inoltre, come abbiamo anticipato nel nostro articolo, l’ipotetica riforma del catasto nasce anche dall’esigenza di scovare i cosiddetti “immobili fantasma”.
Ciò potrebbe aggiungere, alle 2 milioni di particelle non dichiarate, altri immobili che fino ad oggi sono sfuggiti al Fisco (si pensa addirittura un milione!).

Non è da escludere inoltre l’ipotesi che il SIT possa favorire controlli incrociati con le dichiarazioni dei redditi- in modo da scovare i cosiddetti “furbetti”.

Conclusioni

Al di là dell’innovazione delle piattaforme utilizzate dall’Agenzia delle Entrate e alla maggiore precisione della gestione delle informazioni, ciò che preoccupa i contribuenti è il possibile aumento delle tasse sulla casa di proprietà.
L’incombente cambiamento dei software, invece, agita i professionisti che si troveranno a scontrarsi con le inevitabili problematiche causate dalla nuova interfaccia.

Non è possibile, ovviamente, prevedere con certezza gli scenari futuri ma ci auguriamo che, tale evoluzione possa portare risultati significativi in termini di evasione fiscale e di semplificazione della consultazione e aggiornamento della banca dati catastale.

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