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LE ORIGINI DEL CATASTO
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LE ORIGINI DEL CATASTO

Catasto è una parola che evoca nei più una serie di complicazioni, un labirinto di leggi e burocrazia. La parola catasto ha invece un intento di ordine, deriva dal greco e significa riga per riga, a indicare l’intento di registrazione del territorio.
Perché l’uomo ad un certo punto ha sentito la necessità di creare il catasto?
Millenni fa gli esseri umani erano nomadi e senza organizzazione, il catasto non era di certo il primo dei loro pensieri! Gradualmente soddisfatti i bisogni di nutrirsi ed avere un riparo in cui vivere, si arriva a quelli che riguardano la collettività. E dove trovare i soldi per soddisfarli?
Da qui nasce la necessità che i beni della popolazione fossero registrati affinché si potesse capire quali introiti ed in che quantità si potessero prelevare. Testimonianze di registri e censimenti per tale uso sono stati rinvenute nell’odierno Iraq, in Egitto e in Grecia.

I ROMANI e IL MEDIOEVO

In Italia, i Romani, avevano creato le Tabulae Censuariae, dei registri per la catalogazione dei terreni e la loro destinazione, frutto di un ampio progetto che parte dalla centuriazione e che permise ai Romani di creare città e amministrare capillarmente le proprie dominazioni.

L’OTTOCENTO: NAPOLEONE e LA PRIMA LEGGE NAZIONALE

L’arrivo di Napoleone segnò una svolta sotto diversi fronti, tra cui quello catastale.
Nel 1807 ci fu una riorganizzazione del censimento catastale con la stesura di mappe molto precise e dettagliate tutt’ora importantissime per lo studio del territorio. Napoleone aveva capito come per governare bene un territorio bisognasse conoscerne le caratteristiche e il valore, possibile solo con un’accurata stesura di mappe e descrizioni.
A metà Ottocento con la graduale unificazione politica del territorio italiano si vede la prima legge ufficiale: la legge 14 luglio 1864, n. 1831, che vede come oggetto dell’imposta il reddito dominicale dei terreni, cioè il loro effettivo valore e l’eliminazione di privilegi ed esenzioni dei singoli Stati italiani, per lasciare liberi da tributi solo i cimiteri, i luoghi di culto ed i beni demaniali, cioè pubblici.

IL NOVECENTO

Dal 1901 l’evoluzione è rapida e continua. Quell’anno nasce la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici e col Regio Decreto n.1572 dell’ 8 ottobre 1931 abbiamo il Testo Unico delle leggi sul nuovo catasto, che pone le basi di quella che ancora oggi è la legge in vigore. Durante il periodo fascista ci saranno ulteriori perfezionamenti che porteranno alla diversificazione tra catasto dei terreni e di quello edilizio urbano, oltre a quello dei fabbricati del 1939.
Dall’1 dicembre 2012, è avvenuto il trasferimento delle funzioni, delle risorse umane, strumentali e finanziarie dell’Agenzia del Territorio all’Agenzia delle Entrate.

Possiamo così concludere capendo come per il Governo italiano la funzione catastale sia prioritariamente tributaria e legata alla necessità di prelievo di denaro dalla popolazione in base a quello che è la più antica delle proprietà, cioè il terreno e gli edifici che su di esso sorgono.

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