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SISTER come inviare un DOCFA
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SISTER come inviare un DOCFA

Tempo medio di lettura 2 minuti.

Come abbiamo visto nell’articolo “Cos’è il DOCFA quanto costa e dove si presenta ” dal 01 giugno 2015 gli atti di aggiornamento catastale devono essere trasmessi telematicamente.

Il portale dell’Agenzia delle Entrate dedicato a questo servizio è il SISTer (Sistema Territorio). Nato negli anni ’90 era dedicato esclusivamente alla consultazione delle banche dati ma dal 2005 è stata attivata la procedura di invio telematico per la trasmissione delle pratiche DOCFA e PREGEO.

Oggi il portale si divide in diverse sezioni:

  • Consultazione delle banche dati catastale e ipotecaria;
  • Richieste di estratto di mappa catastale per aggiornamento;
  • PREGEO;
  • DOCFA;
  • Richiesta di planimetrie catastali degli immobili.

Possono accedere al servizio di presentazione telematica dei documenti i notai e i professionisti iscritti all’ordine/albo (architetti, geometri, ingegneri, etc.).

PROCEDURA INVIO PRATICA DOCFA

Prima di iniziare si consiglia di firmare digitalmente il file .pdf esportato dal software DOCFA.

Iniziamo:

  1. Vai al sito SISTer e inserisci le tue credenziali (codice fiscale e password)
  2. procedi cliccando “Presentazione documenti” sul menù a sinistra
    Sister-home
  3. Docfa
    Sister-presentazione-documenti
  4. Questa pagina da accesso a quattro servizi:
    1. Invio nuovo documento“. Permette la presentazione della pratica DOCFA;
    2. “Ricerca correlazione fogli”. Indispensabile nei Comuni in cui non c’è corrispondenza tra i foglio del catasto terreni e il catasto  fabbricati;
    3. “Prenotazione subalterni” Utile per non farsi “fregare” i numeri dei subalterni disponibili;
    4. Ricerca documenti inviati“. Per  visualizzare l’elenco delle pratiche inviate e per controllare lo stato di elaborazione della pratica.
  5. Eccoci al punto saliente della procedura di invio:
    1. Identificativo pratica“: inserisci il nome della pratica al fine di distinguere il DOCFA;
    2. Tipo“: Scegli se si tratta di una pratica di “accatastamento” o “variazione“;Sister-tipo-pratica
    3. Seleziona la Provincia di ubicazione dell’unità immobiliare oggetto della pratica;Sister-provincia
    4. Scegli il deposito controllando di avere la disponibilità per la presentazione;Sister-deposito
    5. Indica quante unità vengono costituite o variate facendo attenzione alla categoria. Ricordo che le categorie A, B, C e F pagano 50 € cadauna mentre D ed E pagano 100 € cadauna. Attenzione se la pratica è in esenzione, come ad esempio la “variazione toponomastica”, indicare “zero”.
    6. A meno che non ci siano allegati da inserire o ravvedimenti onerosi da versare, scorri in fondo e clicca “Avanti“.
  6. Siamo arrivati alla fine della procedura. La pagina mostra inizialmente un riepilogo dei dati precedentemente inseriti e ci da la possibilità di caricare il nostro DOCFA. Fai attenzione a selezionare il file firmato (quello con estensione .pdf.p7m). Se necessario scrivi delle note e/o carica gli eventuali allegati. Quindi scorri in fondo e clicca su “Conferma“.Sister-riepilogo

Il DOCFA è stato trasmesso.

A questo punto si aprirà un riepilogo del documento inviato. Aspetta qualche minuto e verifica che la pratica non venga scartata automaticamente dal sistema.

L’Agenzia delle Entrate ha 3 giorni lavorativi per controllare la pratica ma generalmente da una risposta già il giorno successivo.

CONCLUSIONE

Come abbiamo visto trasmettere un DOCFA tramite SISTer non è particolarmente difficile anche se nelle varie casistiche potreste riscontrare alcuni intoppi ma nulla di così invalicabile.

puzzle
Frazionamento URBANISTICO contro Frazionamento CATASTALE

Tempo di lettura 3 minuti.

Innanzitutto non facciamo confusione!! Sono due procedure distinte, necessarie ed obbligatorie.
Non di rado mi capita di sentire da professionisti o di leggere nel web, che per poter dividere un immobile basta il frazionamento catastale senza dover “passare” per il Comune.
Fate attenzione perché questa procedura è illegittima.

Quindi fermi tutti e facciamo un po’ di chiarezza.

PARTIAMO DALLE BASI: FRAZIONAMENTO DI UN IMMOBILE

Con il termine frazionamento immobiliare si intende la divisione di un’unità immobiliare urbana in una o più unità distinte.
E’ un’operazione molto diffusa in Edilizia Privata in quanto, la divisione di una casa o di un appartamento molto ampio in unità di dimensioni minori, porta svariati vantaggi dal punto di vista economico in caso di vendita o locazione.

L’iter corretto per procedere al frazionamento di un immobile si divide in due operazioni:

  • Frazionamento urbanistico
  • Frazionamento catastale

Come dicevamo prima, le due procedure sono entrambe obbligatorie e devono essere eseguite con un ordine ben preciso.
Il motivo è semplice. Il frazionamento è un intervento che comporta un aumento del carico urbanistico in quanto l’incremento di nuove abitazioni (ad esempio) presuppone l’aumento di abitanti con il conseguente incremento dell’esigenza di servizi pubblici.

Detto ciò, è facile intuire la necessità di dover inizialmente legittimare la divisione attraverso in titolo abilitativo e successivamente comunicare la variazione catastale all’Agenzia delle Entrate.

FRAZIONAMENTO URBANISTICO

Il frazionamento urbanistico può essere definito come la legittimazione di tutti quegli interventi necessari alla divisione di un immobile e alla comunicazione dell’aumento del carico urbanistico al Comune di competenza.
Questo tipo di intervento ricade all’interno dell’Edilizia Libera (asseverata) ed è quindi necessario avvalersi di un professionista quale architetto, ingegnere o geometra.

L’iter procedurale è normato dal nostro ordinamento e prevede i seguenti passaggi:

  1. Comunicazione al Comune di competenza tramite il titolo abilitativo che meglio si “veste” all’intervento edilizio da realizzare.
  2. Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ottenuto il titolo abilitativo si procede all’esecuzione fisica delle opere.
  3. Frazionamento catastale comunicando la variazione catastale all’Agenzia delle Entrate.
  4. Comunicazione di fine lavori da trasmettere al Comune e dotare gli immobili di nuova agibilità/abitabilità.

In questo caso si sta parlando di una delle casistiche più frequenti e quindi non dev’essere presa come un ipse dixit.

FRAZIONAMENTO CATASTALE

Il frazionamento catastale non è altro che la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della variazione catastale. La procedura viene effettuata inviando il DOCFA tramite il portale SISTer.

Trattandosi di divisione è necessario sopprimere l’attuale subalterno e costituire i nuovi utilizzando i primi disponibili dall’elenco subalterni. Se presente, è necessario modificare anche l’elaborato planimetrico.

Non dimenticate di verificare le disposizioni della circolare n.2/E del 01 Febbraio 2016 e successive note dell’Agenzia delle Entrate che prevede lo scorporo dei magazzini, cantine o soffitte anche nel caso di variazione catastale.

CONCLUSIONI

Attualmente non esiste una norma specifica che prevede l’esatta corrispondenza tra l’ambito catastale e quello urbanistico ma applicando le attuali normative e con un minimo di logica non ci sono dubbi sulla corretta procedura da seguire.

A confermare questa affermazione sta il fatto che gli immobili devono essere legittimati da un titolo abilitativo e che non si possono presentare schede catastali difformi dello stato di fatto.

Con queste poche righe abbiamo voluto tendere la mano ai professionisti che si apprestano ad effettuare un frazionamento immobiliare nella speranza di aver chiarito dubbi e perplessità.

pannelli-fotovoltaici
Cosa sono le comunità energetiche?

Una comunità energetica è un gruppo di individui, aziende o enti che collaborano per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile in un’ottica di sostenibilità e autosufficienza. Queste comunità possono utilizzare energie rinnovabili come pannelli solari, turbine eoliche e batterie per generare e immagazzinare energia, riducendo così la dipendenza dalle fonti tradizionali e contribuendo alla transizione verso un sistema energetico più pulito e decentralizzato.

In cosa consiste una comunità energetica?

Una comunità energetica nasce quindi, dall’iniziativa di singoli cittadini, che si uniscono ad attività commerciali, enti locali, e imprese di ogni genere, con lo scopo di realizzare un approvvigionamento autonomo di energia, utilizzando le fonti rinnovabili con una serie di vantaggi dal punto di vista dei costi e della preservazione del territorio e dell’ambiente.
Si tratta di un modo per produrre da soli l’energia necessaria al sostentamento della comunità, con la possibilità di cedere il surplus sul libero mercato, sempre più ampio e fornito rispetto al passato.

I prezzi e le modalità di vendita sono regolati dalla legislazione italiana, così come la formazione di tali comunità energetiche, che richiede la produzione di una serie di documenti per ottenere i permessi del caso. Vediamo quindi come si articola tale comunità.

Ogni membro riveste il ruolo di socio e ha la possibilità di godere di un proprio POD, da utilizzare per ottenere l’energia elettrica utile alla sua vita e alla sua attività.
Tutti i POD sono collegati a un’unica rete, che si basa su materie prime rinnovabili e alternative.
Per non andare contro la legge, è necessario che questa distribuzione non costituisca attività industriale o fonte primaria di sostentamento per nessuno dei membri della comunità.

Quali sono i vantaggi e gli scopi di una comunità energetica?

La comunità energetica è un’idea recente, che nasce dall’esigenza di combattere alcuni comportamenti scorretti che sono propri della nostra società.
In primo luogo sono molte le persone che per povertà e indigenza non possono godere dell’energia elettrica per vivere, che pertanto sono incluse all’interno di un sistema che le tutela e garantisce a tutti il proprio fabbisogno giornaliero.

La lotta avviene anche contro il caro bollette che, complici gli accadimenti politici degli ultimi mesi, sono schizzate alle stelle e sono comunque in continua oscillazione, generando dei pagamenti mensili che sono ben al di sopra delle possibilità di alcune famiglie. Inoltre, lo scopo delle comunità energetiche è il mancato sfruttamento delle risorse non rinnovabili, delle quali il pianeta rimarrà presto a corto, con gravi crisi e conseguenze a livello mondiale.
Si sfrutta, pertanto, la soluzione eolica o solare, montando degli impianti a norma di legge e vendendo eventuali eccedenze sul libero mercato.

Ciò che queste iniziative vogliono dimostrare è come si possa gestire il pianeta in maniera maggiormente sostenibile dal punto di vista economici e ambientale, tornando ai piccoli centri che si occupano da soli del proprio sostentamento e boicottando la grande distribuzione.
Gli impianti che possono essere finalizzati a una soluzione di questo genere possono essere nuovi o già presenti, adeguati alle esigenze o mantenuti per una parte come prima, a patto che la loro potenza non superi 1 Mw a fronte dei 200 Kw decisi in precedenza.

Quali documenti bisogna produrre per costituire una comunità energetica?

Per costituire una comunità energetica è necessario costituire una società giuridica, cioè un’associazione di settore o una cooperativa.
In questa sede vengono specificati tutti i soci e i partecipanti, in modo che siano chiare le quote e i ruoli.
L’iter prevede che venga designata un’area di competenza, così da circoscrivere il luogo all’interno del quale dovrà essere installato l’impianto.
Non serve che lo spazio sia di tutti i soci, può essere anche di un solo membro oppure essere messo a disposizione di un soggetto terzo, a patto che si trovi in prossimità delle attività commerciali e delle residenze dei cittadini.

Ogni membro della comunità deve poi installare necessariamente uno smart meter, cioè un contatore di ultima generazione che ha il compito di calcolare il consumo e fornire il quantitativo di energia richiesto.

building
Progettazione architettonica. Un mondo che cambia, evolve e impara.

Negli ultimi anni, il mondo della progettazione architettonica ha subito un notevole cambiamento grazie all’evoluzione delle tecnologie. Le nuove tecniche e strumenti digitali stanno rivoluzionando il modo di progettare e costruire gli edifici. È fondamentale per gli architetti tenersi costantemente aggiornati su queste nuove tecnologie per rimanere competitivi e offrire soluzioni innovative ai loro clienti. Ma quali saranno gli scenari futuri di questa disciplina? E quali conclusioni possiamo trarre sul futuro della progettazione architettonica?

1.L’evoluzione delle tecnologie nella progettazione architettonica

L’evoluzione delle tecnologie ha avuto un impatto significativo sulla progettazione architettonica. La disponibilità di software avanzati come CAD (Computer-Aided Design) e BIM (Building Information Modeling) ha semplificato il processo di progettazione, consentendo agli architetti di creare modelli virtuali accurati e dettagliati. Inoltre, l’introduzione di strumenti di visualizzazione 3D e di realtà virtuale ha permesso di presentare in modo più efficace le idee ai clienti, rendendo più facile la condivisione della visione del progetto. Queste tecnologie stanno anche rivoluzionando il modo in cui gli architetti collaborano con ingegneri e altri professionisti del settore, facilitando la comunicazione e la condivisione di informazioni. L’evoluzione delle tecnologie nella progettazione architettonica è inarrestabile e promette di aprire nuove strade creative per il futuro della disciplina.

2.L’importanza di tenersi aggiornati sulle nuove tecnologie

Tenersi costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie è fondamentale per gli architetti. Il mondo della progettazione architettonica sta vivendo un rapido cambiamento e chi non è disposto ad adattarsi rischia di rimanere indietro. Le nuove tecnologie offrono strumenti sempre più potenti e avanzati che permettono di migliorare l’efficienza e la precisione nella progettazione. Inoltre, l’utilizzo di software e strumenti digitali consente di risparmiare tempo e risorse, ottimizzando i processi e riducendo gli errori. Rimanere aggiornati sulle nuove tecnologie consente agli architetti di offrire soluzioni innovative e di essere competitivi sul mercato, soddisfacendo le esigenze sempre crescenti dei clienti.

3.Gli scenari futuri della progettazione architettonica

Gli scenari futuri della progettazione architettonica si prospettano entusiasmanti e pieni di opportunità. Le nuove tecnologie come la stampa 3D e l’intelligenza artificiale stanno già iniziando a rivoluzionare il settore, consentendo la realizzazione di edifici complessi e sostenibili in tempi più brevi e con costi ridotti. Inoltre, si prevede che la realtà aumentata e la realtà virtuale saranno sempre più integrate nel processo di progettazione e costruzione, permettendo agli architetti di visualizzare e interagire con gli spazi in modo più immersivo. L’architettura sostenibile e il design parametrico saranno anche temi centrali, poiché la consapevolezza ambientale e l’efficienza energetica diventano sempre più importanti nella progettazione degli edifici del futuro.

4.Conclusioni sul futuro della progettazione architettonica

Il futuro della progettazione architettonica si prospetta pieno di possibilità e sfide. Le tecnologie digitali stanno trasformando il modo in cui gli architetti concepiscono e realizzano gli edifici, offrendo nuovi strumenti e approcci innovativi. È fondamentale che gli architetti si tengano costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie per restare competitivi e offrire soluzioni all’avanguardia ai loro clienti. Tuttavia, è altrettanto importante mantenere un equilibrio tra la tecnologia e la sensibilità umana nella progettazione. La creatività, la sostenibilità e l’attenzione alle esigenze delle persone rimarranno sempre al centro del processo di progettazione architettonica, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate. Il futuro della progettazione architettonica si baserà quindi su un’interazione armoniosa tra l’innovazione tecnologica e l’abilità umana.

In conclusione, il mondo della progettazione architettonica sta vivendo un periodo di profondo cambiamento grazie all’evoluzione delle tecnologie. Gli architetti devono essere pronti a sfruttare le opportunità offerte da queste nuove strumentazioni, tenendosi costantemente aggiornati e aprendo la strada a soluzioni innovative. Tuttavia, è essenziale mantenere l’equilibrio tra la tecnologia e la sensibilità umana, ponendo sempre al centro la creatività, la sostenibilità e le esigenze delle persone. Il futuro della progettazione architettonica sarà quindi un connubio tra innovazione tecnologica e abilità umane.

drone
I droni nella progettazione architettonica

I droni sono entrati a far parte delle nostre vite in modi che nemmeno avremmo immaginato. Tra le loro tante applicazioni, c’è anche quella nella progettazione architettonica. Sì, hai capito bene, quegli oggettini volanti che sembrano giocattoli possono essere utilizzati dai geometri e dagli architetti per fare rilievi topografici e architettonici con una precisione incredibile. E non sto scherzando! Scopriamo insieme l’importanza di questi droni nella progettazione architettonica in Italia.

1.L’utilizzo dei droni nella progettazione architettonica: vantaggi e applicazioni

Se sei uno di quelli che pensa che i droni siano solo un gioco per ragazzi, allora ti sbagli di grosso! Questi piccoli “robot volanti” sono diventati un alleato indispensabile per i geometri e gli architetti nella progettazione architettonica. Grazie alla loro capacità di volare e scattare foto o fare video da angolazioni impensabili, i droni consentono di effettuare rilievi topografici e architettonici con una precisione millimetrica. Con questi dati, gli architetti possono creare modelli 3D accurati dei siti di costruzione, ottimizzando la pianificazione e la progettazione dei nuovi edifici. Insomma, i droni sono una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’architettura!

2.I rilievi topografici e architettonici con drone in Italia: precisione e efficienza

Non c’è niente di più eccitante che vedere un drone in azione, soprattutto quando si tratta di rilievi topografici e architettonici. In Italia, l’utilizzo di droni per queste attività sta diventando sempre più diffuso e non c’è da meravigliarsi. La precisione e l’efficienza con cui questi piccoli “macchinoni” riescono a catturare immagini dettagliate dei terreni e delle strutture è semplicemente impressionante. Grazie a queste informazioni, gli architetti e i geometri possono creare mappe e modelli 3D con una precisione millimetrica, ottimizzando così il processo di progettazione e costruzione. Insomma, i droni stanno sollevando l’architettura italiana a nuove altezze!

3.L’utilizzo dei droni per geometri e architetti: strumento indispensabile per la progettazione moderna

Immagina di essere un geometra o un architetto immerso nella progettazione di un nuovo edificio. Ora immagina di avere un alleato che può volare sopra il sito di costruzione e catturare ogni dettaglio con una precisione incredibile. Ecco, questo alleato è il drone. È diventato uno strumento indispensabile per la progettazione moderna. Grazie alla sua agilità e alla sua capacità di acquisire dati in modo rapido ed efficiente, i droni consentono agli architetti e ai geometri di avere una visione completa e dettagliata del terreno e delle strutture esistenti. È come avere un occhio volante che ti aiuta a prendere decisioni informate e a creare progetti incredibili. I droni stanno davvero rivoluzionando il modo in cui si progetta l’architettura!

La bellezza dell’utilizzo dei droni nella progettazione architettonica è che permette di dare vita alle idee più audaci. Grazie a queste piccole macchine volanti, gli architetti e i geometri possono esplorare angoli nascosti, catturare dettagli intricati e ottenere una prospettiva unica sui loro progetti. È come avere un superpotere che ti permette di vedere oltre ciò che è visibile a occhio nudo. I droni sono diventati un vero e proprio strumento creativo, che permette di trasformare l’immaginazione in realtà. Quindi, se sei un architetto o un geometra, non puoi fare a meno di abbracciare questa tecnologia all’avanguardia. I droni sono qui per restare e rivoluzionare il modo in cui progettiamo e costruiamo.

In conclusione, l’utilizzo dei droni nella progettazione architettonica in Italia è un vero game changer. Questi piccoli “assistenti volanti” offrono precisione millimetrica, efficienza e creatività senza limiti. Sono diventati un alleato indispensabile per gli architetti e i geometri, permettendo loro di creare progetti incredibili e di trasformare l’immaginazione in realtà. Quindi, se hai un progetto architettonico in mente, non dimenticare di far volare un drone sopra di esso. Vedrai la differenza che può fare. I droni sono qui per rendere l’architettura italiana ancora più straordinaria!

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L’intelligenza artificiale nella progettazione architettonica

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo e la progettazione architettonica. Da algoritmi avanzati a sistemi di apprendimento automatico, l’IA offre nuove possibilità e sfide per gli architetti. Questo articolo esplorerà gli scenari futuri dell’intelligenza artificiale, l’impatto che ha avuto nel campo dell’architettura e le implicazioni che ne derivano.

1.Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente trasformando il modo in cui viviamo e lavoriamo. Grazie all’IA, abbiamo assistenti virtuali che ci aiutano nelle attività quotidiane, algoritmi di apprendimento automatico che migliorano i risultati delle ricerche e veicoli autonomi che promettono di rivoluzionare il settore dei trasporti. L’IA sta anche influenzando la progettazione architettonica, consentendo agli architetti di creare modelli tridimensionali complessi, di analizzare grandi quantità di dati per prendere decisioni informate e di ottimizzare i processi di costruzione. L’impatto dell’IA nel mondo è ancora in evoluzione, ma è evidente che sta aprendo nuove frontiere e opportunità in molti settori, compresa l’architettura.

2.L’intelligenza artificiale nella progettazione architettonica

L’intelligenza artificiale (IA) ha dimostrato un enorme potenziale nella progettazione architettonica. Grazie ai sistemi di apprendimento automatico, gli architetti possono sfruttare algoritmi avanzati per generare e ottimizzare progetti, creando soluzioni innovative e personalizzate. L’IA permette di analizzare grandi quantità di dati, come le preferenze dei clienti o i parametri ambientali, per prendere decisioni informate durante la fase di progettazione. Inoltre, la tecnologia di modellazione tridimensionale assistita da IA consente di creare visualizzazioni realistiche e immersive dei progetti. L’integrazione dell’IA nella progettazione architettonica apre nuove possibilità creative e migliora l’efficienza del processo di progettazione.

3.Gli scenari futuri dell’intelligenza artificiale

Gli scenari futuri dell’intelligenza artificiale (IA) sono promettenti e suscitano molta curiosità. Si prevede che l’IA continuerà a evolversi e a integrarsi sempre più nella nostra vita quotidiana, influenzando settori come la medicina, l’automazione industriale e la progettazione urbana. Nella progettazione architettonica, l’IA potrebbe essere utilizzata per la creazione di edifici intelligenti e sostenibili, che si adattano alle esigenze degli occupanti e ottimizzano l’utilizzo delle risorse. Inoltre, la collaborazione tra architetti e IA potrebbe portare alla creazione di soluzioni architettoniche completamente nuove, spingendo i confini della creatività e dell’innovazione. Mentre esploriamo gli scenari futuri dell’IA, è fondamentale considerare anche le implicazioni etiche e sociali che questa tecnologia potrebbe comportare.

4.Conclusioni sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale e le sue implicazioni nel campo dell’architettura

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale (IA) ha avuto un impatto significativo nel campo dell’architettura, aprendo nuove possibilità e sfide per gli architetti. L’IA ha permesso la creazione di progetti architettonici più innovativi, personalizzati ed efficienti, grazie all’utilizzo di algoritmi avanzati e sistemi di apprendimento automatico. Tuttavia, è importante considerare attentamente le implicazioni etiche e sociali dell’uso dell’IA nella progettazione architettonica, come la privacy dei dati, la sostenibilità e l’equità nell’accesso. La collaborazione tra architetti e IA potrebbe portare a soluzioni straordinarie, ma è essenziale mantenere un equilibrio tra la creatività umana e il supporto tecnologico per garantire un ambiente costruito sostenibile e inclusivo.

Il futuro dell’intelligenza artificiale (IA) nella progettazione architettonica è ancora in continua evoluzione. Gli architetti si trovano di fronte a nuove opportunità e sfide mentre si avventurano in un territorio che combina creatività umana e intelligenza artificiale. L’IA può fornire strumenti potenti per generare idee innovative, analizzare dati complessi e migliorare l’efficienza dei processi di progettazione. Tuttavia, è fondamentale mantenere un approccio etico e responsabile nell’utilizzo dell’IA, garantendo la tutela della privacy dei dati, la sostenibilità ambientale e l’equità nell’accesso alle soluzioni architettoniche. Il futuro dell’IA nella progettazione architettonica dipenderà dalla capacità degli architetti di integrare questa tecnologia in modo intelligente e consapevole, al servizio delle esigenze umane e dell’ambiente.

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo e la progettazione architettonica, aprendo nuove possibilità creative e migliorando l’efficienza dei processi. Tuttavia, è fondamentale mantenere un equilibrio tra l’IA e la creatività umana, considerando le implicazioni etiche e sociali. Il futuro dell’IA nella progettazione architettonica dipende dalla capacità degli architetti di utilizzare questa tecnologia in modo responsabile e sostenibile, al servizio delle persone e dell’ambiente.

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Quando NON è necessario presentare un DOCFA?

Tempo medio di lettura 3 minuti.

Come abbiamo visto nell’articolo precedete “Cos’è il DOCFA quanto costa e dove si presenta” un’unità immobiliare deve essere accatastata quanto viene realizzata o modificata. L’intestatario deve, entro 30 giorni dalla data di fine lavori, presentare l’atto di aggiornamento redatto da un tecnico abilitato.

L’omessa presentazione del DOCFA, quando prevista nei casi di legge, comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando NON è necessario presentare un DOCFA?

Le norme in materia di catasto vengono descritte dal Decreto del Ministero delle Finanze n. 28 del 1998 ma semplifichiamo un pò le cose.

Un’unità immobiliare va iscritta al catasto quando ha potenzialità di autonomia funzionale e reddituale.

Gli immobili che non hanno queste caratteristi e quindi non è necessario accatastali sono sei:

1. Manufatti con superficie coperta inferiore ad 8 metri quadri

Eccetto agli immobili con superficie coperta inferiore a 8 mq che sono pertinenze di altre unità di categoria ordinaria o speciale. Devono quindi essere censiti all’interno della stessa unità i manufatti che sono pertinenza di abitazioni, negozi, magazzini, eccetera.

2. Serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale

Manufatto che non produce un reddito e che ha le caratteristiche di una serra, ovvero trasparenza o semi-trasparenza totale.

3. Vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni

Come per il punto n.1, il manufatto non deve essere al servizio di un unità immobiliare principale.

4. Manufatti isolati e privi di copertura

Capita spesso, però, che questi immobili siano oggetto di un trasferimento di un diritto reale (compravendita, successione, eccetera) o di ricostruzione del fabbricato e che quindi sia necessario accatastarli come unità collabente (F2).

5. Tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore ai 150 metri cubi

Immobili ad uso esclusivamente agricolo e con una volumetria limitata.  Anche in questo caso sono esclusi i manufatti che sono pertinenze di altre unità di categoria ordinaria o speciale.

6. Manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo

il manufatto è solo appoggiato a terra, senza fondazione e non ha potenzialità di autonomia funzionale e reddituale.

Immobili che devono essere censiti ma non hanno rendita catastale

Ci sono quattro tipologie di immobili che vanno censite al catasto ma non producono rendita catastale.

Vengono spesso (azzarderei, sempre) originate provvisoriamente al fine di traferire dei diritti reali.

1. Aree urbane (F1)

Sono porzioni o intere aree censite al catasto fabbricati che identificano una proprietà esclusiva.

2. Unità collabenti – costruzioni con un accentuato livello di degrado (F2)

Un fabbricato per essere censito come unità collabente non deve possedere i requisiti di agibilità e dev’essere fatiscente o fortemente lesionato.

Se il fabbricato è già stato censito ed è diventato collabente con il tempo, l’Agenzia delle Entrate chiede contestualmente al DOCFA una perizia giurata che certifichi lo stato di degrado dell’immobile.

3. Fabbricati o loro porzioni in corso di costruzione o di definizione (F3-F4)

Sono porzioni di fabbricati frazionati o incompleti dove i lavori risultano in corso o sospesi.

4. Lastrici solari (F5)

Sono superfici piane a copertura del fabbricato che necessitano di essere identificate esclusivamente.

RIASSUMENDO

Un immobile va accatastato all’Agenzia delle Entrate quando ha potenzialità di autonomia funzionale e reddituale, ovvero quando la sua funzione (residenziale, commerciale, direzionale, eccetera) è definita e produce una rendita.

Come è facile intuire sono limitati i casi in cui NON è possibile accatastare gli immobili.

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Cos’è un DOCFA, quanto costa e dove si presenta

Tempo medio di lettura 2 minuti.

Come prima cosa cerchiamo di capire cos’è un DOCFA.

DOCFA non è altro che un acronimo e significa: Documenti Catasto Fabbricati.

È un sistema di elaborazione dati, ovvero un software, dedicato esclusivamente ai tecnici e ai professionisti abilitati (geometri, architetti, ingegneri, periti edili, eccetera) necessario per la presentazione di atti di aggiornamento al catasto fabbricati. L’atto viene sottoscritto congiuntamente da un dichiarante e gli intestatari.

Quando si deve presentare un DOCFA?

Quando vengono realizzati nuovi immobili o vengono modificati quelli esistenti. Nello specifico è necessario presentare un DOCFA nel caso di:

  • nuove costruzioni di unità immobiliari urbane;
  • modifica della consistenza, della destinazione, del numero delle unita’, ecc..;
  • costituzione e modifica dei beni comuni;
  • nuovi manufatti realizzati sulle corti dei fabbricati o sopraelevazione;
  • casi specifici e particolari che riguardano immobili ed aree urbane.

Il DOCFA dev’essere presentato entro 30 giorni dalla data di fine lavori o al momento in cui è avvenuta la variazione. Tale data va dichiarata nel documento altrimenti si può andare incontro a sanzioni o ravvedimenti operosi.

Quando costa un DOCFA?

I tributi da pagare all’Agenzia delle Entrate cambiano in base al numero e al tipo delle unità create o variate.

  • per le unità appartenenti alle categorie A, B, C e F il costo è di 50 euro cadauna;
  • per le unità appartenenti alle categorie D ed E il costo è di 100 euro cadauna.

Clicca qui per approfondire i tributi catastali speciali dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda che l’aggiornamento dei dati catastali di un’unità immobiliare nuova o variata è obbligatorio. L’omessa presentazione del DOCFA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative dell’Agenzia delle Entrate.

Dove si presenta un DOCFA?

Dal 01 giugno 2015 gli atti di aggiornamento catastale devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite il portale Sister.

Si fa accesso al proprio profilo inserendo le credenziali (codice fiscale e password) oppure tramite SPID. Dopo aver firmato digitalmente i files (DOCFA ed eventuali allegati) si procede all’invio. L’Agenzia delle Entrate vi comunicherà entro 3 giorni lavorativi se il DOCFA è stato registrato o non registrato.

Leggi anche: “Quando non è necessario presentare un DOCFA”

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